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La Conferenza nazionale volontariato giustizia (CNVG), assieme ad altre associazioni che sono attive all’interno delle carceri o che si occupano della situazione detentiva in Italia, ha deciso di avviare un’iniziativa importante e concreta a sostegno della giustizia e dei diritti nelle carceri.

Nel mese di gennaio il Consiglio Nazionale della CNVG, in rappresentanza dei 15.000 volontari operanti nel campo della giustizia, ha deliberato – come riportato nel successivo comunicato stampa – di promuovere con le altre organizzazioni[1] “tre Disegni di Legge di iniziativa popolare per rendere le carceri conformi al dettato costituzionale”. Perché una risoluzione così rilevante? “L’ennesima condanna dell’Italia per la violazione dell’art. 3 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo”, si legge ancora nel comunicato della Conferenza, “conferma quanto affermato da anni dalla Conferenza Nazionale, che ha incessantemente continuato ad attivarsi nella promozione di percorsi di giustizia. Sessant’anni fa, chi scrisse la nostra Costituzione aveva indicato la linea da tenere per chi commetteva reati, ma questa linea si è smarrita. Chi è responsabile? Perché ci sono 65.000 persone tenute in spazi dove ce ne possono stare 45.000 con tutte le conseguenze che ne derivano? Chi è responsabile? Perché sono caduti nel vuoto gli appelli del Presidente Napolitano che hanno indicato la situazione delle nostre carceri e Opg come indegna e inaccettabile per una società che si ritiene civile? Perché vengono spesi circa 135 euro al giorno per ogni detenuto per avere una risposta quasi nulla in termini di riabilitazione? Di chi è la responsabilità?”.

I tre Disegni di Legge sono già stati presentati alla Corte di Cassazione. Quali sono, in sintesi, i loro contenuti?

  1. La prima iniziativa propone una legge contro la tortura per “sopperire a una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico”.
  2. Il secondo disegno di legge riguarda la legalità ed il rispetto della Costituzione nelle carceri: “vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario. Le norme da noi elaborate vogliono rompere l’anomalia italiana ripristinando la legalità nelle carceri come anche il Csm ha chiesto. Esse in primo luogo tendono a rafforzare il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, pur previsto nel nostro ordinamento, con la previsione dell’eccezionalità della detenzione cautelare in carcere per privilegiare altre forme di misure coercitive. La modifica normativa si rende indispensabile per porre fine al ricorso sistematico al carcere nella fase cautelare come una forma di pena anticipata prima del processo. Viene abrogato l’odioso reato di clandestinità. Inoltre si prevede che nessuno debba entrare in carcere se non c’è posto e che a tutti va assicurato il diritto a far valere i propri diritti”.
  3. La terza proposta vuole modificare l’attuale legge sulle droghe “che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze”.
Tre leggi per la giustizia e i diritti: tortura, carceri, droghe

La cartolina in formato pdf

Le proposte di legge ad iniziativa popolare sono previste dall’art. 71 della Costituzione italiana. La normativa attuativa prevede che tali disegni di legge debbano essere depositati in Parlamento per la successiva discussione, assieme alle sottoscrizioni di almeno 50.000 cittadini italiani con diritto di voto.

Il coordinamento della Conferenza nazionale volontariato giustizia ci ha confermato che l’avvio della campagna di raccolta firme inizierà tra qualche settimana (qualche associazione anticiperà i tempi). Da parte della CNVG saranno opportunamente divulgate le modalità e le tempistiche. Sul sito verranno pubblicati tutti gli aggiornamenti e le notizie necessarie per aderire all’iniziativa.


[1] Le associazioni proponenti i tre disegni di legge sono: A Buon diritto, Acat Italia, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione nazionale giuristi democratici, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Forum droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Gruppo Calamandrana, Ristretti Orizzonti, Società della Ragione, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere.

La relazione introduttiva ai tre disegni di legge (pdf)
Le tre proposte di legge di iniziativa popolare per la giustizia e per i diritti (pdf)
La cartolina con tutte le informazioni (pdf)

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