Filosofia e programma

La “Filosofia della Strada”

Già all’inizio della nostra attività abbiamo capito che se volevamo davvero mettere in pratica le parole che avevamo scelto come nostro programma di impegno e di vita – ascoltare, accogliere, condividere – dovevamo lasciarci provocare ed istruire dalla strada.
È sulla strada infatti che trascorrono la maggior parte del tempo molte delle persone che incontriamo, siano esse ex detenuti, tossicodipendenti, alcolisti, disoccupati, senza fissa dimora, giovani.
“La strada – abbiamo scritto nel Documentottanta – è scuola, per noi, durissima ma preziosa. Insostituibile. Scuola che richiede preparazione “improvvisata”, immaginazione, fantasia, donazione, ottimismo, gratuità, fede.”
Il nostro intervento si fonda principalmente sulla disponibilità ad accogliere l’altro nella sua interezza, cogliendone accanto agli aspetti di criticità e di fatica, le potenzialità e le risorse. Il presupposto per un incontro autentico è l’astensione dal giudizio e la convinzione che in ogni persona, anche la più segnata da patologie e problemi, esiste una parte “sana” dalla quale è sempre possibile ripartire, nonostante i precedenti fallimenti e la probabilità di ulteriori cadute. In questo consiste in fondo il nostro “metodo”, non terapeutico in senso stretto, ma certamente riabilitativo.

Il programma della Comunità di S. Martino al Campo

Rispetto agli anni ’70 e ’80 il nostro lavoro oggi è più strutturato e complesso, esige spazi e tempi per la formazione e l’aggiornamento, ma rimane fondamentale il confronto con gli elementi fondanti del programma originario della Comunità, che può essere riassunto nei seguenti punti:

  • La scelta di uno stile di vita semplice e aperto alla condivisione;
  • La disponibilità a costruire relazioni positive tra di noi e con le persone che incontriamo;
  • La scelta radicale della non violenza;
  • Il legame con la città e la fiducia nella possibilità di dialogare e cooperare costruttivamente con tutte le realtà, private e pubbliche, presenti sul territorio;
  • L’impegno permanente nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento;
  • L’apertura ad una ricerca di tipo spirituale rispettosa delle scelte interiori di ciascuno;
  • La centralità della persona che va incontrata e accolta prima dell’eventuale difficoltà o problema che porta;
  • La scelta degli ultimi come opzione preferenziale che orienta politicamente e culturalmente le azioni quotidiane;
  • La fiducia nella giustizia che va costantemente ricercata e perseguita;
  • L’orientamento a “pensare con il cuore”, a privilegiare cioè un approccio con la realtà in cui l’affettività e la relazione stiano al primo posto.
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