I libri della Comunità

Tempo di speranzaTempo di speranza

Mario Vatta

2016, LINT Editoriale

“Ricordo bene la prima volta in cui, rivolgendomi a voi nella rubrica “Trieste, volti e storie”, iniziavo quello che sarebbe diventato un lungo dialogo con molti di voi…
È stata una grande gioia per me scrivere di persone incontrate ed eventi vissuti. La gente. La molta gente. La nostra gente. I meno fortunati. I dimenticati. Coloro che vivono in armonia con se stessi in questa magnifica città. Coloro che amano, che progettano, che, semplicemente, sono contenti e di ciò ringraziano il Cielo.
Vi ho raccontato le parole e gli sguardi incuriositi e indagatori dei bambini. E che dire delle speranze dei giovani? Ma anche storie di anziani, vi ho scritto. Della fatica di invecchiare. Di solitudini mai interrotte, mai visitate da un “buongiorno, come va?”.
Ho attirato la vostra attenzione sulla strada dalla quale ho imparato quasi tutto… Ma quante cose vi ho raccontato!”

Copertina LoSguardoLontanoMiniLo sguardo lontano

Mario Vatta

2014, LINT Editoriale

I quarantanove articoli riuniti in questo volume completano quelli apparsi nelle due raccolte precedenti (Buona domenica – Trieste, volti e storie e Il cammino accanto – Ancora buona domenica, ed. Lint). Brevi scritti dettati da sensazioni, fatti, storie (quasi tutte con la s minuscola) che don Mario raccoglie, annota e racconta nelle duemilatrecentododici battute a sua disposizione. Brevi spezzoni di quotidianità. Semplici. A volte, apparentemente, insignificanti (almeno per le consuetudini odierne: abituate a storie straordinarie, dove le persone devono diventare personaggi). Da tutte queste sollecitazioni, don Mario invita il lettore ad uno sguardo lontano.
La presentazione completa del libro

CopertinaUnMosaicoDiFiduciaUn mosaico di fiducia

Mario Vatta

2013, LINT Editoriale

Quando accordiamo la nostra fiducia,
abbiamo imparato a mettere la nostra vita nelle mani degli altri;

Dietrich Bonhoeffer

Il libro raccoglie gli editoriali e gli articoli scritti da don Mario e pubblicati sulla rivista della Comunità di San Martino al Campo, “Il Punto”, dal dicembre del 2000 al dicembre del 2013.

C’è una parola che ricorre in modo “prepotente” nelle pagine di questo libro: fiducia. Tanto che anche il titolo la ripropone, affiancata alla metafora del mosaico. Anche il termine speranza è ripreso con una ripetitività quasi ostinata. Pur se in modo meno appariscente, più nascosto tra le righe. Parole quasi indicibili. Scomparse dai vocabolari quotidiani. Ed in effetti, non sembrano molti i motivi di fiducia e di speranza che percorrono questo testo. Almeno ad una sua lettura rapida e superficiale. O limitata ai titoli dei capitoli. Si parla di povertà, di emarginazione, di «sotterranei di storie dimenticate», di vite in salita. Dovrebbero essere altri i sentimenti prevalenti. Non certamente la fiducia e la speranza: ma lo sconforto, a volte la rabbia, quasi sempre la frustrazione o, peggio, l’indifferenza. Come va declinata, allora, la fiducia e la speranza che don Mario Vatta elargisce a piene mani in questi articoli (sono quarantotto) apparsi sul giornale della Comunità di San Martino al Campo, “Il Punto”, dal dicembre del 2000 ad oggi?
La recensione di Giorgio Pilastro e le foto della presentazione del libro

Il cammino accanto - Ancora buona domenicaIl cammino accanto – Ancora buona domenica

Mario Vatta

2012, LINT Editoriale

“Ho scritto di bimbi, di pace, di lavoro, di giovani in difficoltà. Ho parlato di strafalcioni, di ricordi straordinari, di pensieri toccanti. Ho riflettuto con voi di argomenti che mi stanno particolarmente a cuore: Dio, i poveri, i malati.”

Centoundici erano gli interventi di don Mario Vatta, apparsi sulle colonne del quotidiano “Il Piccolo”, raccolti in volume a Natale 2010 con il titolo Buona domenica.
Da allora sono passati esattamente due anni, nei quali don Mario ha continuato, a settimane alterne, a “intonare” il suo augurio domenicale.
Queste nuove cinquantadue variazioni sul tema “buona domenica” sono il contenuto di questo libro, nel quale l’obiettivo di Marino Sterle dà ancora una volta evidenza visiva ai volti e alle storie raccontati da don Mario, illustrando i testi con una straordinaria galleria di immagini fotografiche.

copertina Buona domenicaBuona domenica. Trieste, volti e storie

Mario Vatta

2010, LINT Editoriale

Centodieci volte buona domenica. Più una. È la formula matematico-letteraria di questo volume che raccoglie quattro anni e mezzo di interventi di don Mario Vatta apparsi sulle colonne del quotidiano “Il Piccolo” per la rubrica “Trieste, volti e storie”.

Quattro anni e mezzo di incontri e di riflessioni, di abbracci di addio e di benvenuto, di parole di fiducia e di speranza, che si offrono ora al lettore come una sorta di diario da sfogliare e da rileggere. Centellinandolo o tutto d’un fiato. Uno “strumento” per ripercorrere assieme a don Mario un’avventura umana, civile e spirituale, nella città e per la città di Trieste.

Illustrano le parole di don Mario le belle fotografie di Marino Sterle e Stefano Savini. Con una prefazione di Stefano Bianchi.

Le Parole della Comunità copertinaLe parole della Comunità

di Franco Santamaria e Liviana Zanchettin

2010, Comunità di San Martino al Campo

In occasione del quarantennale della Comunità, sotto la direzione scientifica del prof. Franco Santamaria docente a contratto di pedagogia della devianza e della criminalità minorile presso l’Università degli studi di Trieste – sede di Portogruaro, è stata realizzata una pubblicazione dal titolo “Le parole della Comunità”.

Tale pubblicazione è stata realizzata grazie alla collaborazione di moltissimi operatori e volontari che sono stati coinvolti in numerose occasioni: dalle Giornate di aggiornamento (occasione nella quale tutti coloro che operano in Comunità sono invitati ad incontrarsi per aggiornamento sull’andamento delle attività comunitarie) a incontri specifici équipe per équipe.

Tali incontri hanno avuto una forte valenza formativa, nell’ottica di una meta analisi autoriflessiva dei paradigmi culturali e pedagogici sottesi al proprio operato. Dai volontari e dagli operatori sono emerse sia le “parole generatrici”, ossia una cinquantina di termini che racchiudono il senso del lavoro svolto nella quotidianità accanto agli utenti dei diversi servizi comunitari, sia le loro definizioni.

La Strada MaestraLa strada maestra
Storie, memorie, avventure di San Martino al Campo

Gabriella Ziani intervista Mario Vatta

2007, La biblioteca del Piccolo, Trieste

San Martino al Campo è “un’altra storia”, popolata da tantissime persone con la loro piccola ma grande vita. Molte di queste vicende Mario Vatta racconta quindicinalmente sul Piccolo in una rubrica domenicale che via via è diventata un colloquio sui temi più vari: vicende ma anche umori, sensazioni, pensieri, consigli e suggerimenti, storie balzane e molto umane, scritte con l’amabile ironia di chi ha vissuto molto la propria vita e anche quella degli altri, reggendone le fila con salda e compartecipe convinzione. A legare questi testi che vanno dal luglio 2006 all’ottobre 2007, un dialogo che è insieme storia, riepilogo e approfondimento, e dove le parole si fanno più forti e autobiografiche, una sorta di flaschback che è anche una rivelazione di idee, proteste, proposte, crictiche su come vanno le cose, e come invece dovrebbero andare.”

sa wade, sa wada, fadaSa wada, sa wada, fada

Mario Vatta a cura di Stefano Bianchi

2004, LINT Editoriale

Che cosa avrei raccontato al “piccolo gregge” dei dieci giorni in Kenia?
Come avrei parlato loro di Alex Zanotelli e di Korogocho?
Quale contenuto avrebbero avuto le parole casa, strada, ma anche cibo, acqua?
Come avrei potuto descrivere gli occhi dell’AIDS, i volti dei bimbi?
Centomila donne, uomini e bambini che vivevano sulla discarica di Nairobi.
Centomila che avevano abbandonato l’arida campagna per non morire di fame. Centomila disperati che dall’immenso immondezzaio della metropoli traevano speranza per l’oggi più che progetti per il domani.

Come avrei raccontato tutto ciò alla mia gente?

Come avrei potuto continuare nella mia vita a sprecare l’acqua per l’uso comune dopo aver visto centinaia e centinaia di bimbi assetati di una sete inestinguibile?
“Sa wada, sa wada, fada!”… some water, some water, father!

San Martino al Camo 30 anniSan Martino al Campo trent’anni

Pino Roveredo a cura di Stefano Bianchi

2000, LINT Editoriale

Da trent’anni la Comunità di San Martino al Campo è un punto di riferimento qualificato, operoso ed accogliente.

Curato da Stefano Bianchi, ospita un testo di Pino Roveredo a mezza strada fra il racconto e la cronaca, le foto di Giovanni Montenero, la cronologia delle tappe più importanti dal 1970 in poi e le testimonianze di chi, per esperienza diretta, ha potuto misurare l’importanza del lavoro svolto: Roberto Antonione, Angelo Baiguera, Michele Berti, Alex Cogliati, Alberto Denadai, Valerio Fiandra, Daniela Luchetta, Silvano Magnelli, Claudio Magris, Ada Murkovic, Sandro, Enrico Sbriglia, Viviana Valente, Caterina Zorzi.

L'anello al dito Una vita sulla stradaL’anello al dito Una vita sulla strada

Mario Vatta

1995, Edizioni Gruppo Abele

Questo libro è una lunga chiacchierata con don Mario Vatta, il fondatore della Comunità triestina San Martino al Campo.
È la storia di un uomo, di un prete, di una città e di tante persone già “consacrate” o comuni che hanno legato un pezzo della loro vita all’utopia possibile dell’accoglienza e della solidarietà.

Domande, risposte, storie tristi, dure, pesanti, gioie intense. Dal racconto emergono soprattutto, con una commozione mai scaduta in routine, le figure dei poveri, degli ultimi, di quelli che “fanno fatica”.
In un periodo in cui la solidarietà diventa slogan di smaglianti successi e di eroiche imprese, Mario Vatta rivela le sconfitte, i vicoli ciechi, l’impotenza e le difficoltà di chi quotidianamente si mette in gioco con la sofferenza e il disagio.

Al di là del valore “documentario” di questo libro, la grande lezione di vita che viene dalla venticinquennale attività della Comunità di San Martino al Campo sta forse proprio nella capacità di vivere l’insuccesso come la parte più importante di un percorso, chiamarlo con il suo nome ed essere capaci di continuare nonostante tutto, con i piedi ben piantati in terra ed un occhio all’utopia.

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